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Diplomi Meccanici di Produzione Art. 33

Giovedì 29 agosto alle 18,00 si è tenuta a Taverne, presso la sede di Fondazione Terzo Millennio (l’unità formativa di AITI), la cerimonia per la consegna dei diplomi ai 9 operatori del settore che hanno superato la procedura di qualificazione per l’ottenimento dell’Attestato Federale di Capacità di Meccanico di Produzione grazie a un corso serale, parallelo all’attività lavorativa, in base all’articolo 33 della Legge sulle Formazione Professionale.

Fondazione Terzo Millennio ha proposto questo corso nell’ottica di un più ampio progetto di revisione della propria offerta che, attraverso percorsi sempre più snelli e flessibili, intende rendere disponibili, alle persone e alle industrie, proposte formative sempre più efficienti e a costi accessibili, con l’obiettivo generale di elevare il livello di competenza e qualificazione del personale nel settore industriale, come l’economia e le imprese richiedono da tempo.

Al corso, iniziato nel settembre 2017, si sono iscritte 11 persone. 10 di queste lo hanno portato a termine, e 9 hanno superato la procedura di qualificazione che, lo ricordiamo, è esattamente la stessa che viene affrontata da coloro che svolgono l’apprendistato duale. Da oggi, quindi, questi 9 lavoratori possono fregiarsi dell’Attestato Federale di Capacità che certifica le loro conoscenze e competenze.

FTM è solo l’organizzatore di questo corso, che però non si sarebbe mai potuto svolgere senza il supporto e la collaborazione di diversi enti.

AITI ed FTM rivolgono per questo sentitissimi ringraziamenti alla Divisione della Formazione Professionale, che ha garantito supporto organizzativo ed economico, con i finanziamenti cantonali e federali grazie ai quali si è potuto mantenere a livelli estremamente accessibili il costo per i partecipanti (il finanziamento pubblico copre circa i due terzi dei costi complessivi).

Sempre come struttura della DFP, è stato prezioso il sostegno del Centro Professionale Tecnico di Bellinzona, che ha messo a disposizione le proprie strutture per la formazione teorica.

Infine, un grande supporto per la realizzazione di questo importante progetto formativo è stato offerto da Login Formazione professionale. Nel suo centro di formazione, Login ha ospitato gli apprendisti nella fondamentale parte di attività pratica prevista dal corso, garantendo il necessario sostegno didattico ai partecipanti. La collaborazione tra FTM e Login è stata ottima e ha fatto da preludio all’ingresso di Login tra i soci di AITI.

Dato che squadra vincente non si cambia, tra un paio di settimane partirà la seconda edizione del corso, che si concluderà nella primavera del 2021, sempre con la stessa configurazione. Il corso è quasi al completo ma per gli eventuali interessati sono ancora disponibili ad oggi un paio di posti.

A integrazione di questa offerta formativa FTM sta ultimando, sempre in collaborazione con DFP, la revisione completa del corso per l’otteniemnto del Diploma Cantonale di Operatore e programmatore CNC che, salvo inconvenienti, dovrebbe poter partire nei primi mesi del prossimo anno.

Il nostro augurio per i professionisti che si sono diplomati questa sera è di essere solo all’inizio di una lunga carriera formativa e professionale. Per l’economia del nostro territorio, è che a questi diplomati se ne aggiungano tanti altri, e che l’efficace sinergia tra pubblico e privato che si è messa in campo per offrire a loro questa opportunità continui a portare frutti a loro, ai loro colleghi e a tutto il settore industriale del nostro territorio.

Nella foto di gruppo da sinistra a destra: il direttore di FTM Francesco Puglioli; il responsabile del Centro Servizi della formazione di base e continua degli adulti di DFP, Andrea Piemontesi; il docente di matematica, fisica, tecniche di lavorazione e dei materiali del CPT di Bellinzona Igino Cereghetti , Roberto Bravo, di FTM, responsabile del corso; 5 dei nove diplomati: Everson Andrè Filho, di FFS, Paolo Minatta, di PAMP SA, Fabio De Grandi, di IBSA, Mathias Tavasci, di Mikron SA, Roberto Mangolini, di Enerproject SA; Stefano Modenini, direttore di AITI, Sara Rossini, Direttore di Login formazione professionale, Davide Ciangherotti, responsabile dei corsi di formazione continua del CPT di Bellinzona, Danilo Bellari, di FTM, docente di tecniche di disegno e Marija Ferrulli, sempre di FTM, docente di Tecniche di fabbricazione.

Hanno inoltre conseguito l’Attestato: William Basile Formica, di Synthes Produktions GmbH; Filippo Luca, di SMB SA; Andrea Luca, di FFS, Samuele Tuscano, di FFS, premiato con la migliore nota per il lavoro pratico individuale realizzato come prova d’esame.

 

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Come finanziare la propria formazione continua

Fondo Temptraining: fondo della formazione continua per il personale a prestito, chi sottostà al contratto collettivo di lavoro personale a prestito beneficia della formazione continua sovvenzionata. Fondazione Terzo Millennio é iscritta nell'elenco degli istituti di cui temptraining sostiene l’offerta formativa.

Temptraining è attivo da luglio 2012 e finora ha approvato più di 26'000 domande di formazione continua per un valore di 43 milioni di franchi.

Per ulteriori informazioni potete consultare il sito: www.temptraining.ch

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Meccanico di Produzione AFC Art.33

Dai Meccanici di Produzione ai Programmatori e operatori CNC

Fondazione Terzo Millennio nasce nel 1996. I corsi di aggiornamento e riqualifica professionale, inizialmente rivolti al settore della programmazione di macchine a controllo numerico (CNC-CAM) vengono estesi ad altri settori industriali fino alla realizzazione di un progetto completo di supporto al reinserimento nel mondo del lavoro.

L’evoluzione del settore industriale fa emergere ben presto nuovi ambiti nei quali sono richiesti interventi formativi rivolti a personale già attivo in azienda. In questo contesto, nel 1999 FTM diventa l’unità formativa di ACTOR, centro risorse umane dell’AITI (Associazione Industrie ticinesi), mentre oggi FTM opera come unità formativa di AITI, a diretto contatto con le aziende e i loro fabbisogni. Il corso per la preparazione alla qualifica di Meccanico di produzione (AFC) nasce proprio all’interno di questa evoluzione, che FTM ha seguito e segue, per così dire, dall’interno.

Insieme all’industria, in questi anni si sono infatti evoluti anche tutto il contesto economico e il mercato del lavoro.

Con il massiccio ingresso delle tecnologie digitali nell’industria, Il fabbisogno di personale competente, qualificato per operare su macchine utensili basate su tecnologie digitali (controllo numerico delle lavorazioni) non soltanto non è diminuito, ma è aumentato in modo esponenziale.

Ogni progresso nell’automazione industriale richiede infatti personale sempre più competente, in grado di gestire la crescente complessità tecnologica dei processi produttivi.

Tuttavia, il formato dell’offerta formativa precedente (2 anni di durata per il corso serale) ed il suo costo, cominciavano a rivelarsi un ostacolo per un mercato all’interno del quale i cambiamenti sono così rapidi che appare sempre più difficile programmare a media e lunga scadenza.

Il lavoro si è quindi orientato a ridurre all’essenziale i contenuti della formazione, che ora viene offerta solo nel proprio “core”, ossia circa 100-150 ore complessive (a seconda del livello di partenza dei partecipanti) circa di formazione sulla progettazione CAD e le lavorazioni CAM. Il trasferimento alla pratica è integralmente garantito nella nostra struttura, dotata di macchine per le esercitazioni e di una sala attrezzata con simulatori.

Parallelamente, l’analisi delle competenze di base previste per gli operatori e programmatori CNC ha consentito di individuare il parallelismo del programma di base con il profilo del Meccanico di Produzione (AFC). La prospettiva è ora pertanto chiara: costruire le competenze di base, certificandole con un Attestato Federale di Capacità, per poi permettere alle persone interessate un ulteriore evoluzione verso la programmazione e la gestione di macchine a controllo numerico.

Il tutto, garantendo quella flessibilità e permeabilità dei percorsi che sono ormai un obiettivo strategico da raggiungere per tutto il contesto formativo svizzero.

Fatti e informazioni sulla professione di Meccanico di Produzione (AFC)

Descrizione

Il meccanico e la meccanica di produzione sono attivi nell'industria della lavorazione del metallo. Fabbricano singoli pezzi o pezzi in serie mediante diverse procedure di produzione, lavorano lamiere, assemblano elementi o apparecchi meccanici e assicurano la manutenzione delle installazioni di fabbricazione e di produzione. Lavorano in stretta collaborazione con polimeccanici, micromeccanici, operatori in automazione, elettronici e progettisti meccanici.
I loro compiti principali possono essere così descritti:

fabbricazione meccanica - tecniche sul metallo - décolletage - tecniche di montaggio

Condizioni di lavoro

I meccanici di produzione lavorano in piccole e medie imprese dell'industria delle macchine. Il loro lavoro può variare a seconda della loro specializzazione e della grandezza dell'impresa da cui sono impiegati. Possono specializzarsi in macchine ad alta prestazione e tecnologie di punta utilizzate nella micromeccanica, l'orologeria, la trasformazione dei metalli, l'armamento, nel campo biomedico, chimico, nella tecnologia alimentare, ecc.

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FTM e SAM Mendrisio: una sinergia vincente

E-learning: i nuovi processi formativi

Nell’ultimo numero della rivista InfoSAM, i cittadini del Mendrisiotto vengono informati sulle ultime iniziative del loro Servizio Ambulanze. Tra queste, una è realizzata grazie alla collaborazione con FTM.

 

Grazie al buon clima di collaborazione instauratosi con la Fondazione Terzo Millennio (Unità Formativa di AITI), SAM ha realizzato una piattaforma e-learning per l’aggiornamento del proprio personale, dei collaboratori volontari e della popolazione.

 

 

SAM ha compiuto, nel corso del 2018, un primo, importante passo verso l’utilizzo dell’e-learning. Il concetto è stato sviluppato a costi sostenibili grazie al supporto esterno di Fondazione Terzo Millennio: secondo i principi della progettazione “agile”, esso ha consentito di disporre sin dal primo momento di un prodotto fruibile, pianificato costantemente nel tempo. La priorità per il 2018 è stata data all’allestimento del sistema informatico e alla messa a punto dei primi contenuti: il corso sull’utilizzo delle barelle autocaricanti; quello sul sistema di fissaggio per il trasporto del paziente su asse spinale (specialmente rivolti al personale interno e ai soccorritori volontari), e un corso di introduzione generale al primo soccorso, che nella prossima fase di sviluppo potrà rivelarsi utile anche per la popolazione. I corsi online sono stati concepiti a complemento dei programmi formativi già esistenti: come brevi manuali utili a comprendere un tema o un argomento prima di approfondirlo in aula; oppure per richiamare alla memoria concetti già appresi, ma per i quali occorre una “rinfrescata”. Questo significa che le attività di formazione in sede, grazie alle quali i contenuti teorici vengono trasferiti alla pratica con esercitazioni e simulazioni, rimangono parte essenziale della strategia formativa e continueranno a svolgere l’importante ruolo aggregativo che hanno sempre garantito alla popolazione del Mendrisiotto. Il progetto è stato sviluppato per renderle ancor più efficaci, oltre che dinamiche e interessanti, grazie al fatto di poter usufruire di tutti quegli strumenti ormai sempre più diffusi e familiari al grande pubblico: audio, video, conferenze, sessioni a distanza, documenti in formato digitale, quiz e sondaggi di valutazione. I prossimi passi del progetto, già pianificati per il 2019, consisteranno nell’ampliare i contenuti disponibili; nell’adeguare le prestazioni della piattaforma all’accesso per il pubblico; e nell’ottimizzare tecnicamente ogni corso, rendendolo disponibile per la fruizione da tablet, smartphone e applicazioni, consentendo alla nuova piattaforma di sfruttare tutti i vantaggi che la rete offre per la diffusione del sapere. Nel campo della formazione, gli investimenti si stanno sempre più sensibilmente spostando sulle attività di elearning. In base a dati recenti, la quota di investimento su scala mondiale è ormai ripartita ormai in egual misura tra la formazione tradizionale e quella online, con una forte tendenza alla crescita di quest’ultima soluzione. L’investimento necessario a sviluppare i contenuti formativi online e i relativi sistemi informatici, ha spesso rappresentato un ostacolo per le organizzazioni di piccole dimensioni. Oggi, grazie al continuo progresso che caratterizza le tecnologie digitali, i costi di investimento si riducono continuamente, e le opportunità si aprono anche a realtà che inizialmente non vi potevano accedere. Ne è prova questa fruttuosa collaborazione tra due organizzazioni, entrambe ticinesi, entrambe noprofit, ed entrambe di piccole dimensioni: SAM da una parte, Fondazione Terzo Millennio dall’altra, che hanno avviato e consolidato un percorso di crescita che solo pochi mesi fa sarebbe sembrato impensabile. Un’esperienza che rappresenta un incoraggiamento per tutte le aziende della nostra realtà territoriale, tipicamente caratterizzata da organizzazioni di piccole dimensioni, che hanno bisogno di migliorare la propria capacità di diffondere il sapere e la conoscenza, sia al proprio interno sia verso l’esterno.

InfoSAM, n°5, novembre 2018” - Leggi tutto l'articolo

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Cresce l’offerta di formazione continua per l’industria

Lo sviluppo delle competenze dei lavoratori sostiene la crescita economica

Gli indicatori economici confermano che il settore industriale in Svizzera gode di ottima salute. La farmaceutica è in continuo sviluppo, e il settore metalmeccanico esibisce cifre lusinghiere: secondo Swissmem (Associazione delle industrie del settore metalmeccanico ed elettrico) nel primo semestre del 2018 gli ordinativi sono cresciuti del 24,1%; il fatturato del 16,1% e le esportazioni del 4,9% rispetto all’anno precedente.

Come tuttavia segnala anche il Monitor Svizzera di Credit Suisse, il limite di questa fase di sviluppo potrebbe trovarsi proprio nella mancanza di risorse umane in possesso delle competenze adeguate per sostenere questa crescita, sempre fortemente caratterizzata dall’innovazione. Per questo, l’attenzione delle organizzazioni del settore si concentra in modo importante sulla formazione continua. Da una parte, i nuovi contratti collettivi di lavoro del settore contemplano diverse misure volte a favorire l’accesso dei collaboratori alla formazione; dall’altra, l’offerta di corsi e misure di perfezionamento si amplia.

In Ticino è nato di recente il Campus Formativo Industriale, frutto dell’associazione di tre grandi attori del settore: l’Associazione Industrie Ticinesi (AITI), l’Associazione delle Industrie Metalmeccaniche Ticinesi (Ameti) e la Swissmem Academy di Winterthur. L’obiettivo di questo nuovo polo è innanzitutto quello di rendere più accessibili anche in Svizzera italiana le offerte formative disponibili in altre aree della Svizzera e, a medio termine, quello di diventare un punto di riferimento unico, che riunendo tutte le offerte disponibili in Ticino si proponga come centro strategico per la formazione continua del settore industriale.

Già dall’autunno del 2018 il Campus Formativo Industriale mette a disposizione i corsi di Team Leader e di Orientamento al cliente per tecnici e addetti al servizio esterno, progettati in collaborazione con Swissmem Academy, che si avvalgono anche di risorse innovative come l’e-learning e altri strumenti di formazione a distanza su cui pure si sono concentrati cospicui investimenti da parte della Swissmem.

Contemporaneamente, e in vista della futura convergenza nel Campus Formativo Industriale, si rinnova ed aggiorna continuamente l’offerta formativa di Fondazione Terzo Millennio (Unità Formativa di AITI), che propone una gamma molto vasta di corsi tecnici, molto utili sia per le imprese, sia per i singoli lavoratori che desiderano ampliare la propria preparazione per affrontare il mercato del lavoro con strumenti sempre più aggiornati.

I corsi FTM consentono a lavoratori non qualificati di riaprire la propria carriera formativa e di recuperare diplomi federali (corso serale per l’acquisizione dell’Attestato Federale di Capacità di Meccanico di Produzione AFC), come pure di ampliare il proprio bagaglio professionale in vari ambiti specialistici: dal disegno tecnico alla meccanica, dalla pneumatica all’informatica, fino all’acquisizione delle competenze necessarie nell’utilizzo delle macchine a controllo numerico (CNC).

Nelle lavorazioni meccaniche, le macchine a controllo numerico hanno ormai completamente sostituito quelle tradizionali. La conversione di tutto il personale esperto verso l’utilizzo di questa tecnologia è indispensabile, per non dissipare il grande patrimonio di esperienza nelle lavorazioni presente nelle persone, e per sostenere l’innovazione nella produzione. Per questo, FTM ed AITI collaborano strettamente con il Cantone (Sezione del Lavoro, Divisione della Formazione Professionale) nell’approntare strategie efficaci e nel velocizzare al massimo questa transizione, a vantaggio delle persone, delle imprese e in ultima analisi di tutta l’economia locale.

Dalle competenze tecniche a quelle sociali e relazionali (le cosiddette “soft skills”), lo sforzo delle Istituzioni e delle Associazioni di categoria rimane molto intenso, e fortemente orientato a fornire una risposta efficace all’economia ticinese e svizzera, che fa della qualità della manodopera una vera e propria risorsa strategica per superare la concorrenza e conquistare posizioni di privilegio nella competizione globale.

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Porte Aperte alla FTM

Fonte video tratto da: RSI- Il Quotidiano servizio 21.06.2018

Si é svolta giovedì 21 giugno 2018 la giornata di porte aperte presso la nostra Fondazione. La giornata si é svolta tra curiosità e timida affluenza di pubblico.

Abbiamo ricevuto con grande piacere anche la visita dei media, televisione e giornali, che ci hanno permesso di far conoscere la nostra attività.

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La formazione 4.0, oggi per tutte le aziende

La digitalizzazione ha modificato in modo determinante la nostra economia, il nostro modo di produrre e consumare, e infine anche la nostra vita privata.

Le parole d’ordine oggi riguardano l’avvento di nuove frontiere della produzione, l’ “industria 4.0”, e l’ “internet delle cose”. Nel frattempo, per quanto concerne il mondo del lavoro, non stanno affrontando il processo di digitalizzazione solo i fattori “hard” come prodotti e oggetti, ma anche gli elementi “soft” come la comunicazione in azienda e una delle sue specializzazioni più importanti: la formazione.

Per quanto riguarda la “formazione informale”, ossia tutte quelle informazioni e capacità che acquisiamo in modo non strutturato, ormai siamo tutti abituati e cercare sulla rete le informazioni che ci occorrono, quando vogliamo capire o imparare a fare qualcosa. Abbondano sul web i tutorial su come realizzare una particolare pietanza, oppure risolvere col “fai da te” numerosi problemi quotidiani. Tanto che è facile immaginare che ognuno di noi, ormai, ne abbia fatto uso più di una volta.

Diverso è il discorso quando ci si riferisce ai contenuti formativi “formali”, che debbono condurre ad apprendimenti complessi, eventualmente certificabili. In questo campo, il passaggio alla digitalizzazione appare più lento. Questo perché, da una parte, mancano le risorse competenti; mentre dall’altra anche il  sistema formativo istituzionale manifesta una certe lentezza nel reagire, a fronte dell’apparente complessità del compito, e non riesce ancora a farsi trascinatore verso questo nuovo modello.

 In Svizzera, infatti, la formazione formale non punta principalmente allo sviluppo di nozioni o conoscenze, ma di competenze, ovvero alla possibilità di consolidare il processo di apprendimento in una serie di nuovi comportamenti da parte della persona formata. E si capisce come possa apparire complesso pensare di poter sviluppare nuovi comportamenti con una fruizione “passiva” di contenuti grazie a strumenti digitali.

In questa fase di riflessione, è tuttavia necessario evitare di “perdere il treno” a fronte di un’evoluzione che sembra comunque ineluttabile.

La formula che l’esperienza ha dimostrato essere più efficace è quella che viene definita “blended”, ovvero quella di creare, progettando la formazione, un’equilibrata miscela, in cui le metodologie digitali diventano uno strumento in più, da integrare con quelli tradizionali, per ottimizzare il processo di apprendimento. In pratica, oltre ai libri, alle dispense, alle lavagne, ai fogli di appunti, e alle diapositive da proiettare, oggi esiste tutta un’altra gamma di opzioni da utilizzare per sviluppare le competenze del proprio personale

Queste opzioni fanno capo a tecnologie che sono,  oggi, ormai alla portata di qualunque azienda.

Come tutti gli strumenti tecnici o tecnologici, anche la digitalizzazione dei processi formativi deve essere gestita: perché non è mai lo strumento che deve determinare la strategia. Ma dal momento in cui si decide di beneficiare di questa vasta gamma di possibilità all’interno di strategie formative strutturate, i benefici sono immediatamente evidenti: i costi per la formazione si riducono considerevolmente, e si possono ottenere risultati assolutamente impensabili fino a ieri in termini di ampliamento delle competenze dei collaboratori e di aggiornamento del personale in azienda.

Le tecnologie necessarie sono oggi, come già sottolineato, alla portata di tutte le aziende. Fondazione Terzo Millennio è a vostra disposizione per supportarvi nell’analisi dei bisogni sul piano delle formazione e offrirvi i migliori consigli su come potenziare le competenze dei vostri collaboratori, chiamati ad affrontare le sfide sempre più articolate che il mercato propone, anche grazie a strategie formative che integrino le potenzialità della formazione online.

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Formazione in azienda-Progetto Go Next

Il programma GO Next ha fatto da apripista. Nel 2018 è infatti stato definitivamente varato un importante intervento strategico della Confederazione, che mette a disposizione delle imprese importanti finanziamenti per sviluppare le competenze di base in azienda. Oggi, le aziende che verificano la necessità di sviluppare questo genere di competenze nei propri collaboratori possono, per il tramite di un’istituzione formativa riconosciuta come FTM, accedere ai finanziamenti federali.

Nel filmato, in versione “Trailer” o in versione completa, è possibile farsi un’idea di come può svilupparsi un intervento formativo di questo genere all’interno dell’azienda.

Per noi di FTM, l’orientamento alla pratica di ogni azione formativa è un valore essenziale; poter rispondere rapidamente e con efficacia al fabbisogno di competenze delle imprese sul territorio, la nostra missione. Grazie quindi a Mikron, che ci ha permesso di vivere questa esperienza ricca e molto gratificante per tutti.

 

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Orientarsi per un utile sviluppo della propria carriera

Nessun lavoratore, oggi, può permettersi di immaginare e pianificare la propria carriera senza prevedere cambiamenti, evoluzioni, mutamenti di ogni genere.

C’è un solo modo per tenere il passo di un mondo che cambia rapidamente: mantenersi aggiornati, informati e sviluppare costantemente il proprio profilo di competenza aggiungendo nuovi strumenti ed attrezzi, che ci rendano appetibili per le imprese.

L’offerta di opportunità formative, oggi, è importante, ma non sempre è facile avere idee chiare su come e dove orientarsi.
E se si può individuare una carenza in tutto il sistema, essa consiste proprio nella complessità di un’offerta, all’interno della quale non è facile individuare percorsi semplici da seguire.

Che differenza c’è tra un APF, un EPS, un CAS, un DAS o un MAS? Cosa distingue un’Università da una Scuola Universitaria Professionale, un “istituto universitario” da una Scuola Specializzata Superiore?

Oltre al servizio di orientamento scolastico e professionale si sente sempre più l’esigenza di un servizio di orientamento scolastico professionale per gli adulti, che sostenga le persone nel rilevare il livello attuale di competenza e su questa base fornisca le indicazioni sulle prospettive di inserimento nei diversi percorsi formativi e ambiti professionali.

Lo sviluppo dei profili professionali deve inoltre poter partire da corsi costruiti per essere accessibili, sia come costi sia come investimento di tempo, che possano essere veramente utili, grazie ad un rapido trasferimento alla pratica quotidiana delle conoscenze acquisite.

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La Formazione professionale: un’eccellenza da mantenere aggiornata

La Svizzera fonda la propria capacità di creare valore aggiunto sulle attività di trasformazione. Per mantenere la propria posizione nel segmento più elevato del valore, ossia quello che permette alla propria popolazione di avere uno standard di vita tra i più elevati al mondo, la risorsa principale sulla quale si rivela necessario investire è la competenza delle persone.
Solo una forza lavoro in possesso delle competenze più attuali e aggiornate può consentire al sistema economico di affrontare le sfide dei mercati, sostenendo la competizione nella fascia più alta del mercato, quella in cui convergono efficacia, efficienza, qualità e innovazione.

Per queste ragioni, negli ultimi anni, si è verificato che il sistema formativo istituzionale svizzero poteva e doveva essere integrato da forti investimenti nella formazione continua, mirati a garantire, oltre alla formazione di base, anche un aggiornamento costante della forza lavoro in un’economia soggetta a un intenso ritmo di cambiamento.

E gli scenari degli ultimi anni hanno dimostrato che la formazione continua, per poter costituire un vero vantaggio e offrire i propri frutti, deve essere:

  • accessibile alle persone, sia in termini di tempo, sia di costi, sia di organizzazione
  • utile alle imprese, quindi capace di fornire risposte tempestive alle sempre più specifiche esigenze di produzione/mercato
  • in grado di offrire qualifiche riconosciute dalle istituzioni e dal mercato, per favorire l’efficace mobilità dei lavoratori

Negli ultimi anni le Istituzioni cantonali e federali hanno stanziato cifre e realizzato progetti imponenti, per conformare le prestazioni formative alle esigenze dei mercati, nello sforzo di mantenere la posizione privilegiata della Svizzera sui mercati mondiali.

E oggi, grazie alla lungimiranza che ha consentito di impostare il lavoro con un congruo anticipo, si può davvero dire che il sistema formativo professionale svizzero, nel quale si integrano un’offerta di base estremamente efficace e una formazione continua grazie alla quale ognuno può individuare un percorso verso l’eccellenza, è un altro dei modelli che attraggono l’interesse di tutto il mondo verso il nostro paese.
Come ogni altra eccellenza, per restare tale, richiede un continuo e intenso lavoro di aggiornamento e adattamento alle esigenze dell’economia e del territorio.